Ford cambia la plastica con gli scarti del caffè

Ford come da tradizione è sensibile alla sostenibilità dei suoi prodotto, infatti non è la prima volta che usa gli scarti alimentari per la produzione bio di componenti auto, ma stavolta riutilizza gli scarti del caffè provenienti dalla tostatura. Produrre componenti auto con derivati vegetali è stato uno dei progetti ambiziosi di Henry Ford che provò ad utilizzare fibre di soia per gli autotelai. Un percorso che oggi Ford consolida con McDonald’s riutilizzando gli scarti del caffè per la produzione di componenti per fari.

La casa dell'ovale Blu ha scoperto che il rivestimento dei chicchi di caffè può essere convertito in materiale resistente per rinforzare alcune parti dei veicoli. Il processo di riutilizzo dei gusci dei chicchi prevede il riscaldamento a temperature elevate senza ossigeno, per poi mescolarlo con plastica e altri additivi. In questo modo si ottiene del pellet come materia prima da riutilizzare nel processo di produzione delle componenti in plastica. Dalla collaborazione tra Ford e McDonald’s sarà avviata la produzione di supporti dei fari auto che impiegano scarti di caffè impiegando scarti di caffè nel Nord America.

Il composto ottenuto riutilizzando scarti della tostatura del caffè è risultato adeguato alla produzione di parti per l’alloggiamento dei fari e altri componenti interni. I materiali – spiega Ford – saranno circa il 20% più leggeri e richiederanno fino al 25% in meno di energia durante il processo di lavorazione. Secondo Ford, le proprietà termiche del componente ricavato dall’involucro dei chicchi di caffè sono significativamente migliori rispetto al materiale attualmente utilizzato. Questa è la prima volta che Ford usa gli scarti di lavorazione dei chicchi del caffè per convertirli in componenti di veicoli.